Dal 28 giugno 2025 l'European Accessibility Act (direttiva (UE) 2019/882) è in vigore in tutta l'Unione Europea. In Italia è stata recepita con il Decreto Legislativo 27 maggio 2022, n. 82, che estende in modo sostanziale il campo di applicazione della storica Legge Stanca (Legge 4/2004), finora limitata soprattutto alla pubblica amministrazione. Da allora circolano diverse mezze verità: «riguarda solo i grandi e-commerce», «le piccole attività sono comunque escluse», «tanto non ci sono controlli reali». Ecco la versione onesta: chi è davvero coinvolto, cosa manca più spesso, e un autotest che richiede cinque minuti.
Chi è davvero coinvolto
- Vendi prodotti online (tramite il tuo sito, Etsy, Shopify o simili): sei coinvolto, indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda.
- Offri determinati servizi ai consumatori (e-commerce, servizi bancari, trasporti e biglietteria, telecomunicazioni, e-book e altro): sei coinvolto anche in questo caso, a meno che non valga l'esenzione per le microimprese.
- Sei una microimpresa (meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo o un bilancio inferiore a 2 milioni di euro) e vendi solo servizi, senza alcun prodotto fisico: l'esenzione prevista dal testo europeo può applicarsi, e in genere non sei obbligato ad adeguarti.
- Rapporti puramente B2B, senza contatto con i consumatori: di norma non coinvolti.
Il punto che si dimentica più spesso: l'esenzione per le microimprese vale solo per chi fornisce servizi. Un negozio individuale che vende oggetti artigianali su Etsy resta coinvolto nonostante le dimensioni ridotte, perché vende prodotti, non un servizio.
I 5 errori più frequenti che riscontriamo
- Contrasto troppo debole: testo grigio chiaro su sfondo bianco, pulsanti che si distinguono a malapena dallo sfondo. Sembra moderno, ma per molti utenti è difficile da leggere.
- Testi alternativi mancanti: immagini di prodotto senza descrizione. Uno screen reader legge solo «immagine», e l'utente non sa cosa stia guardando.
- Non utilizzabile da tastiera: menu a tendina o icone del carrello che rispondono solo al passaggio del mouse. Chi non naviga con il mouse non riesce proprio ad accedere.
- Campi modulo senza etichetta reale: un'etichetta posta visivamente accanto al campo, ma non collegata tecnicamente ad esso. Gli screen reader non riescono così ad abbinarli.
- Video senza sottotitoli: video esplicativi o promozionali senza sottotitoli né trascrizione, inaccessibili a chi è sordo o ha problemi di udito.
L'autotest da 5 minuti
- Test da tastiera: clicca in un punto qualsiasi della pagina e usa solo il tasto Tab. Riesci a vedere dov'è il focus? Ti porta al menu, ai pulsanti e al modulo?
- Test dello zoom: imposta lo zoom del browser al 200%. Il testo resta leggibile, oppure gli elementi iniziano a sovrapporsi?
- Controllo dei testi alternativi: clic destro su un'immagine prodotto → «Ispeziona». Nell'attributo `alt` c'è una descrizione reale, oppure è vuoto?
- Test del modulo: clicca direttamente sull'etichetta di un campo (es. «Email»). Il cursore si sposta automaticamente nel campo corrispondente?
- Controllo dei titoli: l'ordine dei titoli della pagina (H1, H2, H3…) ha un senso logico, senza salti o buchi?
L'autotest mostra la superficie del problema. Se sei davvero conforme si decide nei dettagli, che senza competenze specifiche si notano difficilmente.
Quando basta l'autotest, e quando serve un audit
L'autotest è un primo passo onesto, non un sostituto di una vera valutazione. Fa emergere i problemi evidenti, ma non se i tuoi moduli funzionano davvero con ogni screen reader, né se ci sono errori nascosti nel checkout. Anche gli strumenti di scansione automatica colgono solo una parte delle barriere: aspetti tecnici come testi alternativi mancanti o contrasti insufficienti, ma non l'usabilità reale o la logica per screen reader. Un audit professionale conviene soprattutto se rientri chiaramente nell'ambito dell'EAA (vendita di prodotti, attività di servizi di dimensioni maggiori), se il tuo autotest mostra già più di uno dei cinque problemi comuni, o se ti serve una base documentata su cui appoggiarti.
Cosa rischia chi non si adegua
In Italia la vigilanza spetta ad AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) per i servizi e i siti web, e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per i prodotti. Il decreto prevede sanzioni amministrative pecuniarie che vanno indicativamente da 5.000 a 40.000 € per violazione, con un tetto che sale al 5% del fatturato per le imprese di grandi dimensioni; le microimprese restano escluse dagli obblighi. Lo standard tecnico di riferimento resta lo stesso in tutta l'Unione: EN 301 549, che recepisce le WCAG 2.1 livello AA.
Offriamo una verifica iniziale gratuita: indicaci l'indirizzo del tuo negozio o del tuo sito, e ti diciamo con onestà a che punto sei, anche se la risposta è «sei già a posto». Su richiesta, facciamo seguire un audit completo secondo le WCAG 2.1 AA.
Domande frequenti
Il mio piccolo negozio Etsy è davvero coinvolto?
In genere sì. L'esenzione per le microimprese vale solo per chi fornisce servizi, non per la vendita di prodotti. Se vendi beni fisici, le dimensioni dell'azienda non contano.
Legge Stanca ed European Accessibility Act sono la stessa cosa?
No. L'EAA è la direttiva europea; il D.Lgs. 82/2022 la recepisce in Italia estendendo in modo sostanziale l'ambito della storica Legge Stanca, che riguardava soprattutto la pubblica amministrazione.
Quanto costa una violazione?
Indicativamente da 5.000 a 40.000 € per violazione, fino al 5% del fatturato per le imprese di grandi dimensioni. L'importo esatto dipende dalla valutazione dell'autorità competente.
Questo articolo è una consulenza legale?
No. È una sintesi pratica. Per una valutazione vincolante dei tuoi obblighi specifici, rivolgiti a un legale specializzato o all'autorità competente.